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John Stone System

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“Come Ho Fatto Il Mio Primo Milione Di Dollari Con Facebook e Come Puoi Farlo Anche Tu??”

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L’E-Book
Tradotto in Italiano
Tecniche e Strategie Pratiche per Arricchirti con Facebook
John Stone ti racconta la sua straordinaria esperienza con Facebook

http://www.john-stone-system.com/?id=1432clicca qui per scaricare

Il John Stone System, è nato da una considerazione: Nel mondo esistono decine di persone che guadagnano tantissimo grazie a
Internet, i loro siti ogni ora, in ogni giorno dell’anno, assicurano loro un reddito in maniera automatica.
Mentre sono in giro a divertirsi, o sono in vacanza, o passano il loro tempo con la loro famiglia, i loro siti lavorano per loro, pensano a consegnare la merce, a riscuotere gli incassi.

Questo è reale, ed è possibile grazie a Internet e al web-marketing.

Il web-marketing tradizionale è uno straordinario strumento per arricchirsi con Internet, ma non è alla portata di tutti.
Perché richiede uno studio approfondito di diverse tecniche, bisogna conoscere le tecniche Seo, conoscere il codice html, conoscere le tecniche di comunicazione, saper impostare una campagna pubblicitaria vincente con Google Adwords.

Ma studiare, non basta, bisogna applicare tutto quello che si conosce, occorre dedicare intere giornate per creare e far crescere il proprio blog, mesi per gestire il proprio forum, e altro tempo per realizzare comunicati stampa, article marketing e tutto il resto.

Tutto questo, porta dei risultati economici straordinari, però questi risultati sono riservati a pochi, solo a coloro che hanno la costanza e il tempo da dedicare a tutto ciò.
Si tratta di una vera e propria attività professionale, che da delle grandi soddisfazioni economiche, ma è un’attività a cui bisogna
dedicare tanto tempo. Non tutti hanno questa possibilità.

Henry Ford ha detto:
»C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia
diventano per tutti.»

John Stone, si è chiesto:
»Come si può mettere a disposizione di tutti, i vantaggi e le possibilità
di guadagno che Internet offre?»

Facile, bisogna creare un sistema semplice, alla portata di tutti.
Un sistema che permetta alla gente, di guadagnare impegnando meno tempo possibile e continuando a fare ciò che già fa.
Da questa considerazione è nato il fantastico sistema John Stone System
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Shareaza: Scaricare E Configurare Shareaza In Italiano

Complimenti, sei riuscito a fare bloccare il tuo computer nuovamente! Quando capirai che tenere aperti contemporaneamente eMule, Limewire e uTorrent non fa bene alla salute del tuo PC, sarà oramai troppo tardi. Piuttosto, perché non installi e utilizzi Shareaza?

Shareaza è il migliore programma per scaricare film, musica e file da Internet. Permette infatti di collegarsi e scaricare da tre reti P2P contemporaneamente (quelle di eMule, uTorrent, Limewire) oltre che dalla propria!

Il tutto utilizzando un solo programma (il tuo computer farà un sospiro di sollievo!): Shareaza, appunto. Costo dell’operazione? Nessuno. Infatti Shareaza, che è disponibile anche in lingua italiana, è gratuito al 100%

Collegati al sito Internet di Shareaza e clicca sulla voce Scarica Schareaza Adesso. Nella pagina che si apre, fai nuovamente click su Scarica Shareaza Adesso per scaricare il programma sul tuo computer.

Una volta terminato lo scaricamento apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (Shareaza_2.5.2.0_Win32.exe) e, nella finestra che si apre, scegli la lingua italiana cliccando su Ok.

A questo punto premi il pulsante Avanti e accetta le condizioni d’uso del programma. Per farlo spunta la voce Accetto i termini del contratto di licenza e fai click sul pulsante Avanti.

Nelle finestre successive clicca sempre su Avanti e infine su Installa per installare Shareaza sul tuo computer. Terminata l’installazione clicca ancora su Avanti e poi su Fine per avviare il programma.

Avviato Shareaza, premi il pulsante Avanti nella finestra di benvenuto aperta e seleziona la tua velocità di connessione nel menu a tendina Scegli il tipo della tua connessione Internet. Fai quindi click sul pulsante Avanti per quattro volte di seguito.

Nella quinta finestra che si apre metti il segno di spunta alle voci Connetti a eDonkey e Connetti a Gnutella Originale (per connetterti con Shareaza alla rete di eMule e Limewire), clicca su Avanti e poi su Fine per iniziare ad utilizzare il programma.

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Nella quinta finestra che si apre metti il segno di spunta alle voci Connetti a eDonkey e Connetti a Gnutella Originale (per connetterti con Shareaza alla rete di eMule e Limewire), clicca su Avanti e poi su Fine per iniziare ad utilizzare il programma.

Per scaricare un file trovato, fai semplicemente click sul suo nome nei risultati di ricerca. In questo modo aprirai la scheda Trasferimenti dove potrai monitorare lo stato dei tuoi download in corso.

Vuoi scaricare un file Torrent? Con Shareaza puoi! Dal menu degli strumenti seleziona la voce Strumenti/Scarica file torrent e nella finestra che si apre inserisci l’URL del file .torrent che vuoi scaricare. Clicca infine su Apri torrent.

Shareaza ti permette di gestire anche i download dei file dal Web effettuati col tuo browser. Se non vuoi che questi vengano “intercettati” e gestiti da Shareaza, clicca su Strumenti/Opzioni Shareaza nel menu degli strumenti e, nella finestra aperta, seleziona la voce Web. Qui togli il segno di spunta alla voce Usa Shareaza per gestire i miei download dal web e clicca su Applica.

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NUOVA RISPOSTA ITALIANA A EBAY

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Bibliografia

Omraam Mikhaël Aïvanhov, Commento all’Apocalisse, Edizioni Prosveta 1995
Mario Polia e Gianluca Marletta, Apocalissi.La fine dei tempi nelle religioni, SugarCo, Milano, 2008
http://it.wikipedia.org/wiki/Apocalisse#Caratteristiche

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Rappresentazioni moderne dell’Apocalisse

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Pierre Teilhard de Chardin

Una delle rappresentazioni moderne dell’apocalisse è per esempio quella che emerge dagli scritti del padre gesuita Pierre Teilhard de Chardin molto più vicini al tipico discorso scientifico e evoluzionista che al discorso svolto totalmente nel linguaggio teologico.
Il suo discorso, in qualche modo profetico sull’avvento dell’Homo noeticus che rappresenta un salto evolutivo rispetto all’attuale Homo Sapiens Sapiens, non è indolore come molti interpreti di questa nuova figura umana ritengono. Per quest’ultimi infatti la nuova umanità viene rappresentata come il baluardo estremo della difesa della specie e del pianeta Terra, della democrazia e soprattutto dell’insieme del patrimonio spirituale accumulatosi lungo il divenire storico dell’umanità che lo piega ai legittimi interessi tattici e strategici dei nuovi movimenti emergenti, talora anche radicali, di stampo ecologista, salutista ecc… Questa lettura è sicuramente significativa e i movimenti non violenti, pacifisti, ambientalisti che talora la supportano sono certamente l’incarnazione sintomatica di una storia che giunge al termine, ma la lettura che il “gesuita proibito” dà dell’avvento dell’Homo Noeticus è ben altra e soprattutto ben più radicale: non è una figura di difesa dello status quo prima che le cose peggiorino irrimediabilmente ma una figura di attacco per far dire alla storia della salvezza: “tutto è compiuto”. Ci troviamo infatti di fronte ad una vera e propria “fine del mondo”. Esso, l’Homo Noeticus rappresenta infatti per così dire lo sprint finale della convergenza di tutta la nostra galassia nel “punto Omega” a forte potenza gravitazionale, rappresentato dal “Cristo evolutore” che attrae tutto a sé e in cui tutto collassa e implode nell’abbraccio finale tra il creatore e la creatura.

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La fine del mondo

icone1-apocalisse2In epoche recenti il termine “letteratura apocalittica”, o “apocalittico”, è stato usato comunemente per descrivere le varie parti delle scritture ebraiche o cristiane, sia canoniche che apocrife, in cui si forniscono predizioni escatologiche in forma di rivelazione. Che il termine sia attualmente usato in maniera blanda, e comprenda spesso cose non propriamente apocalittiche, è dovuto al fatto che lo studio di questa letteratura come classe a sé stante è piuttosto recente.

Nell’uso comune delle lingue occidentali, il termine apocalisse si riferisce alla fine del mondo. Il significato corrente può essere un’ellisse della frase apokalupsis eschaton (escatologia apocalittica), che significa “rivelazione della conoscenza alla fine dei tempi”. Tale ellisse nell’uso corrente riecheggia quella nel titolo dell’ultimo libro della Bibbia, il Libro della Rivelazione o Apocalisse di San Giovanni apostolo, che è normalmente interpretato come la profezia della fine del mondo, con numerosi dettagli visuali. Si veda anche escatologia e millennialismo.

La fine escatologica del mondo nella letteratura apocalittica era spesso accompagnata da immagini di resurrezione, giudizio dei morti e dalla pena dell’inferno per i peccatori. È interessante notare che tali idee non erano esplicitamente sviluppate nei libri pre-apocalittici della Bibbia ebraica, quindi l’esistenza di tali credo nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’Islam può essere ricondotta ai testi apocalittici.

La storia della cristianità è punteggiata di gruppi religiosi millennialisti, quasi fin dalle origini. I movimenti cristiani moderni sono concentrati nel XVIII e XIX secolo e comprendono l’ascesa di religioni apocalittiche come i cristodelfiani, i Mormoni e i Testimoni di Geova.
L’Islam possiede i propri movimenti, in particolare la fede nell’Imam “atteso” o “nascosto” della comunità sciita. Nel XIV secolo dell’Islam (circa 1890 dell’era cristiana) si riporta un credo che aveva preso a circolare presso la comunità sunnita, per il quale sarebbe presto giunto il Messia promesso, sia per i cristiani, sia per i musulmani. Molti di questi furono Jihadisti, come Muhammad al-Mahdi, Muhammad ibn Abd Allah del Sudan e Usman dan Fodio dell’Africa occidentale, che coniugarono la pratica politica alle loro convinzioni mahdistiche. Mahdi successivi, compresi Mirza Ghulam Ahmad e l’Ayatollah Seyyed Ruhollah Khomeini, furono principalmente riformatori religiosi. Di recente si è assistito a una ripresa del movimento dei Jihadisti, come Osama bin Laden di al-Qā’ida, quasi esclusivamente politici. La profezia del Messia promesso all’inizio del XIV secolo per la maggior parte dei musulmani è stata sostenuta solo da Mirza Ghulam Ahmad, ma il punto di vista della maggioranza venne raccolto dall’Università di al-Azhar del Cairo e dalla Scuola Deoband di Scienze Islamiche in India, che rifiutarono Mirza Ghulam Ahmad perché eretico, dato che si definiva profeta (l’Islam ritiene che Muhammad sia stato l’ultimo Profeta) e messia (un titolo che l’Islam riserva a Gesù Cristo).

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Il simbolismo mistico

La qualità apocalittica si nota ancora (b) nell’uso frequente di un simbolismo mistificatore. Questo aspetto viene illustrato in modo notevole nei ben noti casi in cui si impiega la Ghematriah per oscurare l’opinione o il senso dello scrivente; quindi, il misterioso nome “Taxo”, Assumptio Mosis, ix. 1; il “numero della bestia”, 666, di Rev. 13:18; il numero 888 (’Iησōῦς), Sibillini, i.326-330. Simile a questo aspetto è la profezia, spesso enigmatica, del tempo che dovrà passare prima dell’accadere degli eventi predetti; quindi il “fra un tempo, tempi e la metà di un tempo” Dan. 12:7; i “quaranta e otto tempi” di Enoch, xc.5, Assumptio Mosis, x.11; l’annuncio di un certo numero di “settimane” o “giorni” (senza però specificare l’inizio), Dan. 9:24 segg, 12:11, 12; Enoch xciii.3-10; 2 Esd. 14:11, 12; Apoc. di Bar. xxvi-xxviii; Rev. 11:3, 12:6; si confronti Assumptio Mosis, vii.1. La stessa tendenza si nota anche nell’impiego di linguaggio simbolico nel parlare di determinate persone, cose o eventi; quindi, le “corna” di Dan. 7 e 8; Rev. 17 e segg; le “teste” e “ali” di 2 Esd. xi e segg; i sette sigilli del cap. 6 delle Rivelazioni; trombe, 8; ciotole, 16; il dragone, Rev. 12:3-17, 20:1-3; l’aquila, Assumptio Mosis, x.8; eccetera.

Come esempi tipici di allegorie più elaborate, a parte quelle di Dan. 7, 8 e 2 Esd. 11, 12, già ricordate, si possono menzionare: la visione del toro e della pecora, Enoch, lxxxv segg; la foresta, la vigna, la fontana, il cedro, Apoc. di Bar. xxxvi segg.; la acque chiare e scure, ibid. liii segg; il salice e i suoi rami, Hermas, “Similitudini”, viii. A questa descrizione delle peculiarità letterarie dell’apocalisse ebraica si può aggiungere che, nelle sue parti chiaramente escatologiche, mostra con notevole uniformità la dizione e il simbolismo dei passaggi classici del Vecchio Testamento. Benché ciò sia corretto, comunque, la maggior parte della letteratura escatologica tardo-ebraica e protocristiana (spesso non apocalittica nel senso proprio del termine) può difficilmente essere considerata simile a livello di caratteristiche a quella sopra descritta.

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Il misterioso o fantastico

L’elemento del misterioso, evidente sia nell’oggetto che nelle modalità della narrazione, è una delle caratteristiche salienti di ogni tipica apocalisse. La letteratura delle visioni e dei sogni ha le sue tradizioni, che sono particolarmente persistenti; e questo aspetto inusuale è ben illustrato nelle composizioni giudaiche, o meglio giudaico-cristiane, prese in considerazione.

Tale qualità apocalittica appare in maniera molto evidente (a) nell’uso dell’immaginario fantastico. Le migliori illustrazioni sono complete delle strane creature che appaiono in moltissime visioni; “bestie” nelle quali le proprietà di uomini, mammiferi, uccelli, rettili o di esseri meramente immaginari sono combinate in modi stupefacenti e spesso grotteschi. Quanto tali figure siano caratteristiche lo si può vedere dalla seguente lista di passaggi in cui le suddette creature sono presentate: Dan. 7:1-8, 8:3-12 (ambedue passaggi importantissimi per la storia della letteratura apocalittica); Enoch, lxxxv.-xc.; 2 Esd. 11:1-12:3, 11-32; Apoc. greca di Bar. ii, iii; Testamento ebraico di Naphtali, iii.; Rev. 6:6ff (si confronti Apoc. di Bar. [Sir.] li.11), ix.7-10, 17-19, xiii.1-18, xvii.3, 12; Il pastore di Hermas, “Visione”, iv.1. Alcuni esseri mitici o semi-mitici che appaiono nel Vecchio Testamento giocano altresì un ruolo di importanza saliente in questi testi. Così il “Leviatano” e “Behemoth” (Enoch, lx.7, 8; 2 Esd. 6:49-52; Apoc. di Bar. xxix.4); “Gog e Magog” (Sibillini, iii.319 segg, 512 segg; si confronti Enoch, lvi.5 segg; Rev. 20:8). Come ci si potrebbe aspettare, anche le mitologie straniere apportano talvolta un contributo (v. sotto).

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La trattazione del futuro

Nelle tipiche composizioni di questa classe la maggior preoccupazione dell’autore è il futuro. L’apocalisse è in primo luogo una profezia, solitamente con uno scopo evidentemente religioso, che vuole mostrare il modo in cui Dio agisce con gli uomini ed i suoi scopi ultimi. L’autore presenta, a volte in maniera molto vivida, un quadro degli eventi a venire, e in particolare di quelli alla fine dell’epoca attuale. Per questo in alcune di queste composizioni il soggetto è descritto vagamente come “ciò che avverrà negli ultimi giorni” (Dan. 2:28; si confronti il verso 29); in maniera simile Dan. 10:14, “ora sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo alla fine dei giorni”; si confronti Enoch, i.1, 2; x.2 segg. Così anche la Rev. 1:1 (si confronti la traduzione della Bibbia Septuaginta di Dan. 2:28 segg.), “Rivelazione… ciò che presto verrà ad accadere”. Spesso la visione comprende anche la storia del passato, ma solo per dare forza e il corretto inquadramento storico alla predizione, così che il panorama degli eventi successivi possa passare impercettibilmente dal noto all’ignoto. Perciò nell’undicesimo capitolo del libro di Daniele la storia dettagliata dell’impero greco d’oriente, a partire dalla conquista di Alessandro fino all’ultima parte del regno di Antiochus Epiphanes (versi 3-39, tutti presentati in forma di predizione) continua, senza interruzione, con una descrizione appena meno vivida di eventi che non sono ancora accaduti (versi 40-45), ma che lo scrittore si aspetta: le guerre che risulteranno dalla morte di Antioco e la caduta del suo regno. Tutto ciò, comunque, serve solo da introduzione alle notevoli profezie escatologiche del dodicesimo capitolo, in cui si trova lo scopo principale del libro. In maniera del tutto simile, il sogno raccontato nel secondo libro di Esdra, 11 e 12, l’aquila che rappresenta l’Impero Romano è seguita dal leone, che è il messia promesso che dovrà salvare gli eletti e stabilire un regno imperituro. La transizione fra la storia e la profezia si può vedere in xii.28, dove viene predetta l’attesa fine del regno di Domiziano, e con essa la fine del mondo. Un altro esempio dello stesso genere è negli Oracoli Sibillini, iii.608-623. Probabilmente si può paragonare anche Assumptio Mosis, vii-ix. In quasi tutte le scritture propriamente classificate come apocalittiche l’elemento escatologico è predominante. È stata proprio la crescita delle speculazioni sui tempi a venire e la speranza per gli eletti che hanno originato più di ogni altra cosa la nascita, e influenzato lo sviluppo di questo genere di scritti.

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Gli angeli portano la nuova rivelazione

L’introduzione degli angeli come portatori della rivelazione è una caratteristica ricorrente. Dio non parla in prima persona, ma dà le sue istruzioni a mezzo di messaggeri celesti, che agiscono come guide per il veggente.

Rarissimi sono i casi di vere apocalissi in cui lo “strumento angelo” non è in primo piano nel portare il messaggio. Nell’assunzione di Mosè, che consiste principalmente in una predizione dettagliata del futuro degli Israeliti e della storia ebraica, l’annuncio viene dato a Giosuè da Mosè, immediatamente prima della morte di quest’ultimo. Anche negli “Oracoli Sibillini”, che sono per la maggior parte un’anticipazione di eventi futuri, la sibilla è la sola a parlare. Ma nessuno di questi libri si può definire rappresentativo della letteratura apocalittica in senso stretto (v. sotto). In un altro testo a volte classificato come apocalittico, il Libro dei Giubilei (scritto intorno al 100 a.C., detto anche Genesi minore, Apocalisse di Mosè o Testamento di Mosè), un angelo è il mediatore della rivelazione, ma la visione o l’elemento onirico mancano. In questo ultimo caso, comunque, il libro appare decisamente non apocalittico nella sua natura.

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Rivelazione attraverso un sogno o una visione

La rivelazione di saggezze nascoste avviene attraverso una visione o un sogno. A causa della natura peculiare del soggetto, questa è evidentemente la forma letteraria più naturale. L’attuazione della rivelazione e l’esperienza di chi la riceve vengono poste più o meno in rilievo. Normalmente, ma non sempre, i fatti vengono riportati in prima persona. Esiste qualcosa di portentoso nelle circostanze, commisurato all’importanza dei segreti che verranno svelati. L’elemento del mistero, spesso in primo piano nella visione stessa, è presagito negli eventi preliminari. Alcune delle caratteristiche classiche della “tradizione apocalittica” sono collegate con le circostanze della visione e con l’esperienza personale del veggente.

L’esempio primario di letteratura apocalittica nella Bibbia ebraica è il Libro di Daniele. Mentre si trova lungo il fiume dopo un lungo digiuno Daniele vede apparire un essere celeste, che gli svela la rivelazione (Daniele, 10:2 segg.). L’evangelista Giovanni nel Nuovo Testamento, libro dell’Apocalisse (1:9 segg.) ha un’esperienza simile, narrata con termini comparabili. Si confronti anche il primo capitolo della Apocalisse Greca di Baruch e la Apocalisse Siriana, vi.1 segg., xiii.1 segg., lv.1-3. In alternativa il profeta giace sul letto, preoccupato per il futuro della sua gente, quando cade in una specie di trance, e il futuro gli è mostrato nelle “visioni della sua mente”. Questo è il caso di Daniele, 7:1 segg.; Esdra, 3:1-3; e nel libro di Enoch, i.2 e seguenti. A proposito della descrizione degli effetti della visione sul veggente, vedi Dan. 8:27; Enoch, lx.3; 2 Esdra 5:14.

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